BACH e LO STILE ITALIANO

BWV 1035: analogie e differenze con le sonate per flauto e Basso Continuo di A. di Vivaldi

Bach non è mai venuto in Italia, questo è un fatto. 

Nonostante questo, nel 2020 la Società Bachiana Italiana JSBach.it promosse un congresso sulle relazioni fra Bach e l'Italia a cui Giovanni Damiano ed io pensammo di partecipare, con questa conferenza concerto, nata da uno di quei casi fortuiti che spesso accompagnano gli incontri più fruttiferi. 

 

A marzo di quello stesso anno, infatti, ci imbattemmo in due affermazioni, la prima di Robert Marshall, la seconda di Barthold Kujiken, che sostenevano che BWV 1035 fosse la più moderna delle sonate di J.S.Bach. Intendendo con "moderno" per l'epoca lo stile italianizzante, ci siamo chiesti in che misura e modo questo brano si distanzi dalle altre sonate per flauto e come possa Bach aver attinto dal linguaggio italiano. 

 

Confrontando fra di loro le sonate per flauto di Bach padre e confrontandole con quelle per lo stesso organico di Vivaldi, abbiamo confermato che seppure Bach non venne mai nel nostro paese, questo arrivò spesso da lui sotto forma di personaggi, scritti e manoscritti musicali che trovarono un terreno fertile e una mente aperta ad assorbirne il bello, senza lasciarsi troppo cambiare. 

 

Attraverso la formula ascolta e ri-ascolta, il pubblico è guidato innanzitutto passo a passo a capire le somiglianze e differenze fra i vari lavori presi in considerazione, per poi godere dell'esecuzione integrale della sonata BWV 1035 con maggiore consapevolezza. 


LA CONFERENZA nella sua versione originale


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